Un altro incredibile risultato per la ricerca da un componente dell'IRAS di La Spezia!
Questa è senza dubbio la più straordinaria e difficile scoperta del TRANSITO di un pianeta al di fuori del sistema solare che sia mai avvenuta.
I pianeti conosciuti ad oggi come "transitanti" sono soltanto 24 in oltre 2000 stelle indagate dagli astronomi. In TUTTI questi 24 pianeti il transito è stato scoperto da astronomi professionisti in Osservatori professionali e costosissime attrezzature. Raramente gli astrofili avevano contribuito alla conferma dei transiti, ma mai alla scoperta !
ORA NON E' PIU' COSI' !!!
Ora è possibile dire il contrario, poiché in questo caso, per la prima volta, la scoperta è fatta prima da astrofili e gli astronomi l'hanno confermata solo dopo !
Il gruppo di lavoro che si è mobilitato per compiere questa osservazione era composto da Mauro Barbieri (Osservatorio di Marsiglia, coordinatore), Claudio Lopresti (Istituto Spezzino Ricerche Astronomiche), Federico Manzini, Giovanni Sostero (Afam), Daniele Gasparri. Purtroppo Manzini e Sostero non hanno potuto osservare a causa del cielo completamente coperto, Gasparri invece ha osservato parzialmente (anch'egli ha lamentato la presenza di nubi durante la notte e ha potuto produrre dati che non riuscivano a coprire tutto il periodo del transito).
Lopresti invece riusciva, da La Spezia, con attrazzature amatoriali (il telescopio utilizzato ha un diametro di solo 18 cm), dal terrazzo di casa, ad osservare tutta la notte, fino all'alba, e poi, senza neppure andare a dormire, quando la stanchezza si faceva pesantemente sentire, si metteva a ridurre tutti i dati osservativi delle proprie immagini riprese durante la notte. Un tour de force estenuante...
La difficoltà era delle più alte, specialmente e si rischiava seriamente (anche a transito avvenuto) di non vederlo nelle elaborazioni dei dati. Basti pensare che normalmente i pianeti extrasolari che presentano la caratteristica del transito hanno una caratteristica caduta di luce, generalmente, di circa due centesimi di magnitudine, più raramente fino a 1/100, già difficilmente rilevabili per le strumentazioni amatoriali a terra. Questa volta non si poteva sapere in anticipo di quanto sarebbe stata la caduta di luce (poiché ovviamente nessuno questo transito lo aveva mai osservato prima), ma, dai calcoli fatti il transito ha avuto una profondità di soltanto 7/1000 di magnitudine, un valore mai registrato, né mai osservato prima al mondo da astrofili !
I primi dati sono elaborati dallo stesso Claudio Lopresti subito dopo l'osservazione ed è stato estremamente difficile vedere, nascosto nelle 600 immagini realizzate di ripresa astronomica digitale, il transito planetario. I primi grafici sembravano "piatti" e non mostravano affatto il fenomeno, ma poi, spingendo molto oltre l'elaborazione, è apparso un grafico inequivocabile. Quel grafico era la prima immagine della scoperta, subito comunicata "con molta prudenza" al gruppo di lavoro coordinato da Mauro Barbieri.
Una prima comunicazione della scoperta alla comunità astronomica è già annunciata, da parte dello stesso presidente dell'IRAS Claudio Lopresti, domenica 23 settembre a Faenza, in occasione del 40° Congresso Nazionale UAI.
Claudio Lopresti ha usato un telescopio di soli 18 centrimetri di diametro (nella foto), nella stazione astronomica IRAS 2, postazione privata, posta sulle alture della Spezia, e una camera di ripresa CCD.